mercoledì 8 febbraio 2017

LE TERAPIE SESSUALI

Autore:  Dott. Raffaele Lopreiato   Sessuologo  Vibo Valentia
Nel secondo dopoguerra si sono sviluppate in America e rapidamente diffuse in tutto il mondo le cosiddette Nuove Terapie Sessuali che si caratterizzano non sulla ristrutturazione profonda della personalità ma direttamente nella risoluzione del sintomo sessuale.

Per questa ragione, le terapie sessuali, dette anche terapie sessuali brevi o terapie mansionarie, non sono indicate per tutti i disturbi sessuali. I problemi sessuali di alcune persone hanno radici troppo profonde, e alcune relazioni interpersonali sono troppo improntate ad ostilità perché le loro difficoltà possano essere risolte con interventi di breve durata. Pertanto il terapeuta, sia egli un medico sessuologo o uno psicosessuologo, deve essere consapevole non solo dell’efficacia di questo metodo, ma anche dei suoi limiti.

Ed uno dei principali limiti della terapia sessuale consiste nel fatto che, nella maggior parte dei casi, il trattamento comporta la partecipazione di due individui tra di loro cooperanti; difatti, gli esercizi prescritti, che costituiscono l’elemento fondamentale della terapia sessuale, rappresentano delle interazioni organizzate tra i partner sessuali. Non è possibile praticarli da soli. Ecco perché le terapie sessuali sono quasi sempre terapie della coppia.

La prescrizione di specifiche esperienze erotiche rappresenta il carattere distintivo delle nuove terapie sessuali.


Il terapeuta cerca di comprendere  le condizioni comportamentali che hanno dato forma e continuità a un’impotenza nel maschio o ad una difficoltà nella donna di raggiungere l’orgasmo, e si sforza di migliorare la funzione sessuale cambiando, attraverso la prescrizione degli esercizi, le realtà contingenti che hanno favorito il disadattamento sessuale inducendo i partner ad adottare modelli antierotici di comportamento.

Le mansioni sessuali hanno degli obiettivi specifici, quali, ad esempio, la desensibilizzazione dall’ansia ed il rafforzamento del comportamento erotico, che solo si possono ottenere con un condizionamento alla rovescia teso ad eliminare gli schemi di comportamento lesivi della sessualità.

Come è facile immaginare, le mansioni sessuali non vengono eseguite dalla coppia nello studio del medico, ma vengono praticate nell’intimità della camera da letto.  Vengono poi discusse insieme al terapeuta in successive sedute al fine di esplicitare la risonanza interiore che hanno avuto, le paure che hanno sollevato e le nuove scoperte che hanno permesso.

I compiti assegnati alle coppie che soffrono di disturbi sessuali non sono esercizi disumani di tipo meccanico. Al contrario, le interazioni erotiche atte a produrre senso di piacere, suscitano frequentemente acute risposte emotive in uno o in ambedue i partner. Queste risposte assumono un profondo significato per la terapia perché rivelano elementi dinamici importanti suscettibili di indagine durante la seduta terapeutica.

Caratteristica peculiare della terapia sessuale è dunque l’uso convergente di esperienze erotiche organizzate in un iter sistematico insieme all’esplorazione psicoterapeutica dei conflitti intrapsichici inconsci di ciascuno dei partner e alla sottile dinamica delle loro interazioni. La chiave del successo delle terapie sessuali probabilmente è qui, in questa amalgama di aspetti sperimentali e dinamici.

Il cambiamento avviene perché, attuando azioni nuove e diverse, si scopre che si può essere differenti. Un’esperienza di successo tenderà ad accrescere l’autostima e la sicurezza e, di ritorno, si propizieranno nuove esperienze di successo.

Non esiste un modello unico e rigido per la prescrizione delle mansioni sessuali: il medico che ha familiarità con il metodo, si regolerà di volta in volta e di seduta in seduta, adattando le prescrizioni con estrema flessibilità alle indicazioni avute dal coeunselling.