mercoledì 8 febbraio 2017

L'EIACULAZIONE PRECOCE

Autore: Dott. Raffaele Lopreiato  Sessuologo Vibo Valentia

L’eiaculazione precoce è considerata la disfunzione sessuale maschile più diffusa, anche se una quantificazione precisa della sua incidenza risulta praticamente impossibile, a causa della sua incerta definizione. La maggior parte degli studi effettuati assegna alla EP una percentuale di incidenza che va dal 20% al 30%, ma questi dati possono essere sottostimati, perché molti uomini non si rivolgono al medico.
Viene distinta in primaria o secondaria a seconda che si sia manifestata fin dall'inizio dell'attività sessuale del soggetto o se è intervenuta in un secondo momento, dopo un periodo di attività sessuale soddisfacente.
Inoltre può essere generalizzata o selettiva a seconda che sia sempre presente nell'attività sessuale dell'uomo o soltanto per determinate situazioni, attività o partner.

Secondo una definizione proposta da Masters & Johnson, un uomo soffre di eiaculazione precoce se eiacula prima che il partner raggiunga l’orgasmo in più della metà dei rapporti sessuali.

Una definizione diagnostica che utilizzi quale parametro di riferimento il raggiungimento dell'orgasmo del partner deve valutare però l'eventuale presenza di una parallela disfunzione femminile dell'orgasmo, che ne ritarda o ne rende impossibile il raggiungimento e che potrebbe rappresentare la reale difficoltà della coppia. Si tratta quindi di una definizione imperfetta.

Attualmente la definizione diagnostica maggiormente sostenuta dalla sessuologia scientifica si centra sulla carente percezione e possibilità di controllo dell'individuo con eiaculazione precoce sui tempi dell’eccitazione sessuale e quindi sul raggiungimento della soglia di attivazione del riflesso eiaculatorio e sulla impossibilità di trattenerlo.  A tale condizione deve associarsi l'insoddisfazione e il disagio soggettivo dell'uomo e/o della partner per potersi correttamente configurare una diagnosi di eiaculazione precoce.

Le cause dell'eiaculazione precoce possono essere di tipo organico o di tipo psicologico ed emotivo, riguardando la storia e le caratteristiche individuali e in alcuni casi le dinamiche relazionali della coppia.

Le cause organiche possono essere riferite ad ipersensibilità del glande, eventualmente accentuata da anomalie anatomiche esterne come la fimosi e il frenulo corto, oppure a processi infiammatori come prostatite, uretrite, vescicolite.

Alla difficoltà nel controllo dell'eiaculazione può inoltre contribuire il fenomeno dell’ansia da prestazione e una difficoltà più generale a gestire ed esprimere le emozioni: un soggetto che è preoccupato perché teme la detumescenza del pene nel corso del rapporto sessuale, potrà affrettarsi ed accelerare i tempi per timore di non poter giungere alla conclusione.

La terapia dell’eiaculazione precoce può essere farmacologica e non farmacologica. Nella seconda ipotesi, si avvale delle psico terapie sessuali di tipo mansionario in quanto l’EP investe la sfera delle disfunzioni sessuali della coppia. 

La terapia farmacologica si avvale della somministrazione orale della dapoxetina, una molecola che appartiene a una classe di farmaci utilizzati come antidepressivi, che agisce inibendo la ricaptazione della  serotonina a livello del sistema nervoso centrale.

Il farmaco deve essere assunto a stomaco pieno, le compresse devono essere deglutite intere, per evitare il sapore amaro, con almeno 1 bicchiere pieno d’acqua; non deve essere assunto più di 1 volta ogni 24 ore.

I più comuni effetti collaterali della dapoxetina sono costituiti da capogiri, cefalea, nausea.

Gli effetti terapeutici:
 - migliorare la capacità di controllo sull’eiaculazione,
 - prolungare il tempo dell’eiaculazione,
 - aumentare la soddisfazione del rapporto sessuale,
 - diminuire il disagio legato all’eiaculazione precoce.