giovedì 9 febbraio 2017

DIFFICOLTA' SESSUALI MASCHILI

Autore: Dott. Raffaele Lopreiato  Sessuologo Vibo Valentia

I disturbi sessuali maschili sono classificati in disturbi primari e disturbi secondari, secondo che appaiono all’inizio della vita sessuale o più tardivamente; vi sono poi i disturbi temporanei, permanenti, parziali, ecc.. E poi ancora i disturbi selettivi, che insorgono solo con una determinata partner e non con altre.

Il deficit erettile può essere completo o incompleto; l’erezione può esistere ed essere valida durante la masturbazione o scatenarsi in maniera spontanea, per scomparire nell’imminenza di un possibile rapporto coitale. Un’erezione può essere insufficiente all’inizio dell’attività sessuale e diventare più che sufficiente in seguito; oppure essere normale all’inizio per scomparire o ridursi nel corso del coito.

L’eiaculazione precoce può presentarsi secondo varie sfumature. Essa può rendere il coito impossibile se si verifica prima della penetrazione, oppure al minimo contatto fisico.  Invece, l’eiaculazione può essere solo relativa , cioè non permettere il soddisfacimento della partner, benché l’atto sessuale abbia una durata che può essere considerata normale; in questi casi è la partner che è troppo lenta nella sua reattività o è francamente inibita. Se considerati nel giusto contesto, cioè quello dei disturbi sessuali di coppia, in questi casi l’uomo presenta il sintomo, ma è la donna ad indurlo.

Esistono delle forme dissociative per quanto concerne i disturbi dell’eiaculazione, come, ad esempio, si verifica nel caso di soggetti che eiaculano bene durante il sonno sotto l’effetto di attività oniriche e non riescono ad eiaculare nello stato di veglia; oppure, soggetti che hanno una normale eiaculazione masturbatoria, ma non riescono ad eiaculare durante il coito.

Altre tipologie dissociative riguardano rispettivamente il desiderio e l’attività sessuale, per esempio, si riscontrano facilmente le deficienze erettili con desiderio conservato e conseguente impossibilità di scaricare la tensione. Lo stesso avviene in certe difficoltà eiaculatorie, dove l’erezione si mantiene per un tempo prolungato in attesa dell’eiaculazione, ma senza che vi sia un desiderio erotico concomitante.

Un altro gruppo di turbe dissociative, se così le possiamo chiamare, configurano alcune patologie del ritmo. Per esempio, possiamo riscontrare degli anacronismi tra il desiderio che si produce nel sogno durante la vita notturna, mentre fa difetto nello stato di veglia.

Altri possibili anacronismi si hanno quando il desiderio si produce in circostanze in cui la relazione sessuale è praticamente impossibile, mentre sparisce quando le circostanze sono favorevoli. E’ chiaro che, quando i ritmi di un soggetto non vanno d’accordo con quelli del partner (come avviene, ad esempio, quando uno dei due membri della coppia ama far l’amore di sera, e l’altro invece la mattina) l’intesa sessuale può deteriorarsi e finire a pezzi.

Anche se i disturbi dell’erezione e i disturbi dell’eiaculazione devono essere tenuti distinti e separati dal punto di vista fisiopatologico, esistono, tuttavia, delle correlazioni sul piano psicologico, nel senso che i secondi potrebbero succedere ai primi in quanto che il soggetto con insufficienza erettile, consapevole della sua condizione, tenderebbe ad affrettare la conclusione del rapporto nel timore di perdere l’erezione.

L’impotenza erettile si manifesta spesso come un fenomeno irregolare e progressivo, che tende a riprodursi quando ricorrono le circostanze. Il soggetto a poco a poco adotta un comportamento di passività e di rassegnazione, tende a divenire meno aggressivo nella sua vita relazionale, ma nello stesso tempo può sviluppare un’eccitazione di tipo mentalizzata che lo rende ansioso e lo allontana dall’interesse corporeo della sessualità. Il circolo vizioso della paura dell’impotenza rafforza progressivamente lo stato patologico, perché difronte all’eventualità di un rapporto sessuale il soggetto si domanderà come sarà capace di reagire. Il che avrà come conseguenza il mantenimento e l’accentuazione del sintomo.

Anche l’eiaculatore precoce può entrare in un circolo vizioso, essendo egli una persona ansiosa, sempre preoccupato di fare bene, sempre concentrato sulla propria eccitazione: si domanda ogni volta se sarà capace di resistere più a lungo, pensiero che non fa che accelerare la precipitazione ed aumentare la fissazione ansiosa sull’atto sessuale.

E qui si può verificare il fenomeno inverso di quello segnalato prima, che cioè a una sintomatologia di eiaculazione prematura può far seguito una deficienza erettile secondaria: l’insoddisfazione ripetuta dovuta agli atti sessuali brevi causa una scomparsa reattiva del desiderio che si ripercuote sul meccanismo di indizione della tumescenza del pene.

L’ansia da prestazione è molto conosciuta in Sessuologia e ad essa vengono imputate molte defaillances sessuali; essa si caratterizza nella cosiddetta sindrome da spectatoring, che comporta uno sdoppiamento della personalità umana maschile nel momento in cui fa l’amore: e cioè, una parte è quella che ha avviato la reazione sessuale, ed un’altra, lo spettatore, è quella che osserva, controlla e giudica l’operato della prima. Ora è chiaro che, in condizioni abituali, e tranne che si tratti di individui molto disinibiti, come ad esempio gli attori pornografici, a nessuno farebbe piacere essere osservato nella propria intimità e chiunque eviterebbe situazioni di questo genere, o ne verrebbe fortemente condizionato.

E’ così che si spiegano alcune impotenze temporanee in giovani in piena salute sessuale, i quali, avendo sperimentato una volta, per cause dipendenti dalla propria timidezza, o da un particolare disagio, magari in condizioni sfavorevoli per il sesso, un deficit erettivo, perdono poi l’autostima ed entrano in un tunnel da cui difficilmente riescono ad uscire senza un aiuto; questo perché ogni volta, ad ogni successivo tentativo, temono di non farcela e si controllano con la mente senza concentrarsi sull’attività sessuale e sul piacere che essa può regalare. Come si può capire, in questi casi il fallimento è d’obbligo.  L’autostima viene ancor più diminuita quando i giovani pensano che gli altri membri del gruppo di cui fanno parte possano venire a conoscenza dei loro problemi.

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