martedì 17 gennaio 2017

Domande e Risposte in Tricologia

Autore: Raffaele Lopreiato Dermatologo Tricologo Vibo Valentia

D. Quanti sono i capelli?
R. Il numero medio di capelli è circa 100.000, ma ci sono persone che ne hanno molti di più, fino a 150.000.
 Il numero di capelli è inferiore nei soggetti con capelli rossi (80.000) rispetto ai bruni (100.000) o ai biondi (120.000).

D. A che cosa è dovuto il colore dei capelli?
R. Il follicolo contiene all’interno della matrice melanociti, cioè le cellule che producono la melanina, un pigmento che viene incorporato nel capello. Esistono 2 tipi principali di melanine: le eumelanine, di colore bruno-scuro, e le feomelanine, di colorito giallo-rosso. Se i nostri capelli sono neri o castani significa che i melanociti dei nostri follicoli producono soprattutto eumelanine, se sono biondi o rossi feomelanine.

D. Perché i capelli dei bambini sono  chiari e poi diventano scuri nell’adulto?
R. Perché i melanociti del follicolo aumentano la produzione di melanina, a partire dall'infanzia fino alla pubertà.



D. Perché i capelli diventano bianchi?
R. Perché diminuiscono i melanociti del follicolo con l'invecchiamento. I primi capelli bianchi compaiono a livello delle tempie intorno ai 30 anni e di regola all'età di 50 anni il 50% dei capelli diventano bianchi. Alcune abitudini di vita contribuiscono a fare diventare i capelli bianchi prima del tempo: il fumo, l’assunzione eccessiva di alcol, la tossicodipendenza.

D. Perché molte persone hanno i capelli bianchi in età ancora giovane?
R. L’incanutimento precoce è di origine genetica e generalmente interessa più membri della stessa famiglia.

D. I capelli possono essere lisci, ondulati o crespi. Perché?
R. La differenza sta nel fusto del capello che è diverso a seconda dell’etnia e della predisposizione genetica. Se esaminiamo la sezione trasversa di un fusto di capello di razza nera, che è generalmente un capello riccio, la sua forma è appiattita, al contrario che nella razza gialla dove è perfettamente circolare, e nella razza bianca dove troviamo una forma intermedia ovalare. Gli intrecci tra diverse razze oggi molto comuni fanno si che nella stessa persona possano coesistere fusti con diverse caratteristiche. In ogni caso il pelo riccio è un pelo più sottile e meno resistente rispetto agli altri: un arricciamento acquisito denota un assottigliamento dei capelli e può essere il primo segno di un’alopecia androgenetica.

D. Qual è la causa dei capelli secchi?
R. Se i capelli sono secchi significa che il fusto è danneggiato e che le cellule della cuticola, che normalmente sono a protezione del fusto,  si sono sollevate. I capelli secchi sono  un segno di fragilità del capello e non dipendono da una ridotta produzione di sebo.

D. Qual è la causa dei capelli opachi?
R. I capelli sono lucidi quando la cuticola è integra. Se le cellule della cuticola si sollevano, come avviene ad esempio dopo trattamenti cosmetici aggressivi o sotto l'effetto del calore o del sole, la cuticola non riflette più la luce ed i capelli diventano opachi, secchi al tatto e tendono ad aggrovigliarsi facilmente.

D. Perché si formano le doppie punte?
R. Fattori ambientali (pettinatura, spazzolatura, phon caldo, tinture, permanenti, radiazioni solari, cloro della piscina, sudore, inquinamento ambientale) minacciano quotidianamente l'integrità del capello. I danni ripetuti distruggono dapprima la cuticola e quindi la corteccia, determinando le doppie punte. E' importante per questo proteggere quotidianamente i capelli in quanto una volta rovinati non si possono riparare, l'unico rimedio per le doppie punte rimane un buon taglio. Evitare quindi trattamenti cosmetici incongrui o non necessari, usare sempre il balsamo, proteggere i capelli dal sole. Utili anche impacchi con oli vegetali (olio di jojoba, olio di lino, olio di mandorle, olio di argan).

D. Qual è la causa dei capelli elettrici?
R. L’espressione capelli elettrici non è frutto di una suggestione, ma corrisponde a fenomeni reali: il danneggiamento della cuticola per una o più delle tante cause possibili, mette a nudo le cellule della corteccia dotate di carica elettriche negative. Si tratta quindi di capelli danneggiati che poi si aggrovigliano, si arruffano e possono diventare impettinabili. Necessario l’utilizzo di un balsamo di buona qualità.

D. Perchè i capelli si spezzano?
R. Se i capelli si spezzano vuol dire che il fusto è danneggiato per rottura dei legami chimici presenti sulla corteccia, come avviene, ad esempio, per trattamenti cosmetici aggressivi, permanenti, tinture, stirature.

D. E’ buona pratica spazzolare frequentemente ed energicamente i capelli?
R. Assolutamente no. La pettinatura e la spazzolatura dei capelli, specialmente quando vengono effettuate energicamente, possono danneggiare i capelli provocando una disgregazione delle cellule della cuticola. Inoltre, bisogna evitare di pettinare i capelli quando sono bagnati, specialmente se non è stato applicato il balsamo, perché i capelli bagnati sono più fragili.

D.  Perché i capelli cadono?
R. I follicoli piliferi hanno un'attività ciclica per cui alternano periodi di attività, durante i quali producono il capello, a periodi di riposo. L'attività dei diversi follicoli non è sincrona, ma  ciascun follicolo lavora in modo indipendente per cui normalmente nel cuoio capelluto sono presenti follicoli in fase di attività (circa il 90%) e follicoli in fase di riposo (circa il 10%). Questo spiega perché in condizioni fisiologiche i capelli cadano un poco ogni giorno e non tutti insieme,
 come accade in altri mammiferi, dove tutti i peli si ricambiano insieme in occasione della muta.

D. Quando la caduta dei capelli si può considerare patologica?
R. Una caduta dei capelli è anormale quando la perdita giornaliera supera i 100 capelli (700 capelli a settimana). Un’aumentata caduta è il sintomo principale di molte malattie del capello e richiede una valutazione medica specialistica.

D. Quindi, se uno perde 200 capelli o più in occasione di un lavaggio, si tratta certamente di una perdita patologica?
R. Non è vero. Dipende dalla frequenza con cui lava i capelli: cioè, se una persona lava i capelli tutti i giorni, potrà trovare al conteggio ogni volta circa 40-50 capelli, e questo è assolutamente normale; se invece lava i capelli una volta alla settimana potrà trovare al conteggio 200-250 capelli o più, specialmente se i capelli sono stati pettinati o spazzolati raramente nell’intervallo della settimana.

D. E' vero che i capelli cadono di più in autunno, e perché? 
R.  Si, alcuni studi indicano che può essere importante l'esposizione al sole durante l'estate.

D. La tintura fa cadere i capelli?
R. No, a meno che non si verifichi un'allergia. E' importante pwerò che sia effettuata in maniera corretta e non permangano residui di colorante sul cuoio capelluto.

D. I capelli. è meglio tagliarli o tenerli lunghi?
R. E' indifferente.

D. Lavarsi i capelli tutti i giorni fa male?
R. No.

D. Perché le persone con i capelli grassi perdono più capelli?
R. Perché i capelli grassi e la calvizie riconoscono la stessa causa. Gli ormoni androgeni oltre a causare la calvizie aumentano la secrezione delle ghiandole sebacee.

D. Ci sono dei cibi da evitare?
R. No, non ci sono cibi controindicati oppure dannosi per i capelli.

D. Le vitamine sono utili?
R. Non c'è nessuna dimostrazione che gli integratori vitaminici siano utili, a meno che non vi siano specifiche carenze. L'assunzione della vitamina A può essere dannosa.

D. Il cappello fa male?
R. No, anzi protegge i capelli dai danni ambientali e dal sole.

D. Il gel fa cadere i capelli?
R. No, il gel e le lacche non fanno cadere i capelli, ma non bisogna lasciarli adesi al cuoio capelluto.

D. Il casco fa cadere i capelli?
R. No, l'idea che il casco e il cappello facciano cadere i capelli è dovuta al fatto che all'interno del casco o del cappello possano depositarsi capelli già caduti.

D. Il fumo fa male?
R. l fumo aumenta la caduta dei capelli ed agendo anche sul metabolismo degli ormoni a livello del follicolo può accelerare la progressione della calvizie.

D. Il balsamo fa bene?
R. si, il balsamo forma una pellicola che protegge i capelli dai danni ambientali.

D. Quanto dura il ciclo del capello?
R. La fase di attività del follicolo, chiamata anagen, dura 3-7 anni. I nostri capelli si ricambiano quindi ogni 3-7 anni; quando il capello vecchio cade è sostituito da un nuovo capello.

D. Con che velocità cresce il capello?
R. I capelli crescono in media 1 cm al mese, un capello lungo fino alle spalle ha quindi circa 2 anni di vita. La velocità di crescita del capello è diversa nelle diverse zone della testa: i capelli della regione del vertice crescono più velocemente di quelli della nuca.

D. Se i capelli non vengono tagliati, qual è la lunghezza massima che possono raggiungere?
R. Come già detto, la durata della fase di crescita anagen, può variare da 3 a 7 anni: è più lunga nelle donne, per cui, tenendo conto della velocità di crescita che è di circa 1 cm al mese, i capelli delle donne, soprattutto se di razza asiatica, possono raggiungere la lunghezza d 1 metro. Nei soggetti che hanno un anagen più breve la lunghezza massima è di circa 30-40 cm. Con il passare degli anni la durata dell'anagen si riduce e così anche la lunghezza massima che i capelli possono raggiungere.

D. La durata della fase di crescita anagen è uguale per tutti i capelli e peli del corpo?
R. La durata dell’anagen varia lievemente anche a seconda delle diverse zone del cuoio capelluto: i follicoli della nuca hanno un anagen di durata più lunga rispetto a quelli delle tempie. A livello delle altre regioni del corpo 
la durata dell'anagen è molto più breve: ad esempio 1-6 mesi per le ciglia, 20-40 giorni per i peli
 delle braccia o delle gambe.

D. Nella calvizie incipiente i capelli che ci sono appaiono corti e sottili. Perché?
R. Nei follicoli affetti dalla calvizie la durata dell'anagen si riduce moltissimo (3-5 mesi) ed i capelli raggiungono una lunghezza massima di 3-5 cm.  La calvizie produce un progressivo assottigliamento dei capelli che si trasformano in peluzzi via via più piccoli
 e chiari fino ad essere praticamente invisibili. Man mano che la calvizie progredisce l'assottigliamento interessa via via tutti i capelli e il cuoio capelluto colpito appare completamente glabro, in quanto rivestito da una peluria ormai invisibile. 


D. Vi sono differenze tra la calvizie maschile e quella femminile?
R. Tranne che nella calvizie totale, nell’uomo il cuoio capelluto non appare completamente calvo ma presenta solo un diradamento dovuto al fatto che alcuni capelli
si sono assottigliati e accorciati mentre altri sono rimasti di spessore e lunghezza normale.
 Nella donna non si osserva
mai una calvizie completa ma solo un grave diradamento.

D. Quali aree del cuoio capelluto vengono maggiormente interessate dalla calvizie?
R. La calvizie, o come scientificamente definita alopecia androgenetica maschile o femminile,  colpisce solo i follicoli piliferi che sono presenti in alcune aree del cuoio capelluto  e che sono bersaglio degli ormoni androgeni, presenti sia negli uomini che nelle donne.  Queste aree sono rappresentate dall'attaccatura dei capelli sulla fronte
 e la porzione superiore della testa. Alcune zone del cuoio capelluto sono assolutamente resistenti alla malattia
 e mantengono i capelli anche nei soggetti affetti da calvizie grave. La ragione di questa localizzazione selettiva della calvizie alle regioni fronto-temporali e del vertice dipende dal fatto che i follicoli di queste aree del cuoio capelluto producono elevati livelli di diidrotestosterone.

D. Visto che la causa  dell’alopecia androgenetica è ormonale sia nell’uomo che nella donna, è necessario eseguire sempre i dosaggi ormonali?
R. A nulla serve eseguire i dosaggi ormonali nell’uomo, perchè gli uomini affetti da calvizie non hanno livelli di androgeni nel sangue più alti dei loro coetanei, ma semplicemente sono più sensibili agli effetti di questi ormoni.
 Nella donna la calvizie può essere conseguenza di un eccesso di ormoni maschili ma più spesso è conseguenza di una eccessiva sensibilità del capello a livelli di androgeni normali. Si possono quindi eseguire gli esami ormonali ed anche un’ecografia pelvica per escludere la concomitanza di un ovaio policistico; tuttavia, nel 70% delle donne con alopecia androgenetica i dosaggi ormonali non presentano alterazioni.

D. L’alopecia androgenetica o calvizie comune è ereditaria?
R. L’alopecia androgenetica presuppone la concomitanza di due fattori causali: la dipendenza dagli androgeni ed una predisposizione genetica – andro-genetica – cioè ereditaria. La predisposizione genetica determina
 la sensibilità del follicolo agli ormoni
 maschili e quindi influenza l'età di
 comparsa e la gravità della calvizie.
 I geni responsabili sono certamente molti e a diversa espressione, ma non sono conosciuti.

D. Come ci si accorge di un’incipiente calvizie?
R. Nel maschio i primi segni della calvizie sono una recessione dell'attaccatura dei capelli alle tempie,
 la stempiatura, e un diradamento a livello del vertice. Nella donna la calvizie si manifesta con un progressivo diradamento dei capelli della sommità del capo. 
Un segno iniziale della malattia nella
 donna è il cosiddetto segno dell’albero di Natale: effettuando con il pettine la discriminatura centrale si osserva un’area di diradamento
 a base anteriore
 che ha appunto la forma di un albero di Natale.

D. E’ molto frequente la calvizie?
R. La calvizie o alopecia androgenetica è la più comune malattia dei capelli, e colpisce circa l'80% dei maschi ed il 50% delle femmine nel corso della vita.
 La frequenza della calvizie aumenta con l’età: a 30 anni interessa il 30% dei maschi, a 50 anni il 50%, a 70 anni l’80%. Anche nella donna la malattia è frequente e l’incidenza aumenta dopo la menopausa.

D. Che legame c’è tra stress e calvizie?
R. Lo stress può favorire un’aumentata caduta di capelli e quindi accelerare la progressione della calvizie.

D. Si può curare la calvizie?
R. Sì, l’alopecia androgenetica è curabilissima soprattutto nelle sue fasi iniziali con trattamenti farmacologici in grado di arrestare la caduta ed indurre una ricrescita del capello.

D. Cos’è la forfora e perché si forma?
R. La forfora è una manifestazione clinica della dermatite seborroica, una malattia infiammatoria che causa desquamazione e prurito del cuoio capelluto. Causa di questa malattia è un fungo, la Malassezia furfur, che colonizza il cuoio capelluto e altre regioni del corpo ricche di peli.

D. La forfora è un fenomeno transitorio?
R. No, la forfora, cioè la dermatite seborroica, è una malattia cronico recidivante che può peggiorare sotto l’influenza di fattori emotivi e ambientali. Migliora in estate.

D. La forfora fa cadere i capelli?
R. La dermatite seborroica, di cui la forfora è una manifestazione, può accelerare la progressione della calvizie. E’ importante prescrivere uno shampoo adeguato.

D. E’ vero che non bisogna usare shampoo molto aggressivi?
R. Qualsiasi shampoo non alcun effetto sulla caduta dei capelli; tuttavia, quando si parla di shampoo aggressivi ci si riferisce in genere a prodotti utilizzati per il controllo della seborrea: ebbene, se l’effetto dello shampoo è eccessivamente sgrassante, tale da asportare completamente il mantello sebaceo di superficie, si rischia di generare l’effetto contrario perché si avrà repentinamente una maggiore produzione di sebo compensativa.

D. Cos’è l’alopecia areata?
R. Alopecia è un termine generico che indica un diradamento o una caduta dei capelli. Perché un diradamento sia evidente è necessario che sia caduto circa il 50% dei capelli nell’area colpita.
L’alopecia areata è una alopecia non cicatriziale molto frequente, esordisce acutamente
 con la comparsa di una o più chiazze di forma rotondeggiante completamente prive di capelli.
Le chiazze possono interessare qualsiasi area del corpo, ma sono più frequentemente localizzate a livello del cuoio capelluto e della barba. Raramente l’alopecia areata può interessare le ciglia e le sopracciglia.
L’alopecia areata può insorgere a qualsiasi età
 e non è rara nel bambino.
Vi è una predisposizione ereditaria nei confronti della malattia,  spesso più persone nella stessa famiglia possono essere colpite.
La causa della malattia non è conosciuta, ma certamente la patogenesi è su base autoimmunitaria. Fortunatamente il follicolo non viene mai distrutto e l’alopecia areata, chiamata anche Area Celsi,  non determina mai un’atrofia o una riduzione dei follicoli: in qualsiasi momento, sotto l’effetto delle terapie
 o anche spontaneamente, i capelli caduti possono ricrescere. Le recidive sono tuttavia frequenti e spesso sono più gravi della forma iniziale.

D. Ci sono alopecie definitive, dove i capelli non ricrescono più?
R. Certamente si, sono definite alopecie cicatriziali perché la trasformazione in senso cicatriziale dell’area colpita, inglobante anche i follicoli piliferi, non consente alcuna ricrescita. Le alopecie cicatriziali sono espressione a livello del cuoio capelluto, più raramente della barba, delle ciglia e di altre zone pilifere, di malattie importanti, come il lichen planus pilare, il lupus eritematoso discoide, la cellulite dissecante, la follicolite decalvante, la sclerodermia, la pseudo area di Brocq, alcune tigne, ecc..
Ci sono poi alcune alopecie ad andamento bifasico: tipica l’alopecia androgenetica, che nelle fasi avanzate del suo decorso può passare dalla fase non cicatriziale alla fase cicatriziaale.

D. Cos’è il telogen effluvium?
R. Alla fine della fase anagen, cioè della fase di crescita che dura da 3 a 7 anni, c’è una fase detta telogen che è la fase di riposo in cui c’è il ricambio del capello e che dura circa 3 mesi; se la caduta dei capelli avviene in questa fase si ha il telogen effluvium: generalmente il telogen effluvium è una malattia benigna che non provoca
un diradamento definitivo dei capelli.

Esistono 2 varietà di telogen effluvium: la forma acuta e la forma cronica. Il telogen effluvium acuto è generalmente conseguenza di un evento acuto che il soggetto riesce a ricordare
 con precisione accaduto
 circa 3 mesi prima dell’inizio della caduta (perché 3 mesi è la durata del telogen). Le possibili cause sono molteplici e vanno ricercate con una corretta anamnesi e anche con eventuali esami del sangue.
Possono essere chiamate in causa: malattie generali, stati febbrili acuti, interventi chirurgici, anestesia generale, intervento odontoiatrici, diete dimagranti, anoressia o bulimia, interruzione della pillola anticoncezionale, malattie tiroidee, diabete mellito, uso di farmaci: antidepressivi, beta-bloccanti, antivirali, antitumorali, anticoagulanti, vitamina A, ecc..la causa del telogen effluvium acuto va sempre ricercata in un evento successo 3 mesi prima dell’inizio della caduta. La causa scatenante può essere anche un evento fortemente stressante, come ad esempio, la morte di un parente, una separazione, un incidente stradale, ecc..
Il telogen effluvium cronico è una frequente malattia
 dei capelli che colpisce quasi esclusivamente il sesso femminile e di cui non si conoscono le cause. Il soggetto lamenta un aumento della caduta, ma in genere non ricorda con precisione la data di inizio del problema. Clinicamente il telogen effluvium cronico si presenta con un modesto diradamento, evidente soprattutto a livello delle tempie.
 Spesso viene riferito dolore al cuoio capelluto; questo dolore, chiamato tricodinia, è espressione dello stato di microinfiammazione del cuoio capelluto, epuò essere riscontrato sia nel telogen effluvium cronico che nell’alopecia androgenetica.

D. In definitiva, cosa bisogna fare in presenza di un problema di capelli, come un possibile danno ai capelli, una caduta ritenuta abnorme, un diradamento, un’alopecia, una malattia del cuoio capelluto?
R. Bisogna rivolgersi allo specialista Dermatologo, che è l’unico Tricologo qualificato, e che provvederà ad esaminare i capelli con i mezzi e le risorse che un moderno ambulatorio di Tricologia deve possedere. Oltre alla raccolta dell’anamnesi ed all’esame clinico o alla prescrizione di esami di laboratorio, potrà eseguire:
- il pull test. ll test viene effettuato esercitando con la mano una leggera trazione dei capelli in diverse aree del cuoio capelluto. Il test è positivo
 se la manovra porterà  all’estrazione
 di più di 10 capelli.  Il pull test permette di verificare se la caduta è normale o aumentata.
- il tricogramma. Il tricogramma permette di valutare il rapporto fra capelli in anagen ed in telogen e quindi stabilire se vi è o no un’aumentata caduta. Permette di misurare
il diametro dei capelli e quindi stabilire se vi è una calvizie. Consiste nell’esaminare al microscopio, dopo averli strappati, una cinquantina di capelli circa. Per evidenziare eventuali anomalie o danni del fusto del capello, è preferibile l’esame microscopico con luce polarizzata.
 - la tricoscopia digitale. La videodermatoscopia del cuoio capelluto (tricoscopia digitele) è lo strumento diagnostico più valido per la diagnosi della maggior parte dei problemi tricologici, per la valutazione dell’efficacia delle terapie, per la valutazione diagnostica, prognostica, e terapeutica di molte patologie dello scalpo, come la psoriasi,  la dermatite seborroica, il lichen planus pilare, il lupus eritematoso discoide, le cheratosi attiniche, i tumori, ed altre.
Ma questa tecnica, per niente invasiva e perciò accettata dal paziente, che può essere coinvolto davanti al monitor nella discussione e nella gestione della sua problematica, è soprattutto valida per la diagnosi di calvizie iniziale. Difatti, per mezzo della tricoscopia digitale si evidenzia la variabilità del diametro del capello, che rappresenta il segno precoce della malattia. Se la dermatoscopia dimostra una variabilità maggiore del 20% è possibile formulare la diagnosi di calvizie anche se la capigliatura è in apparenza molto folta.