martedì 1 aprile 2014

Malattia di La Peronye


La Malattia di La Peronye detta anche Induratio penis plastica descritta nel 1743 dall’Autore da cui prende il nome colpisce gli uomini dopo i 50 anni di età e si manifesta con la formazione di una o più placche fibrose intorno ai corpi cavernosi del pene, imbrigliandoli.

Come conseguenza di ciò, il pene perde la sua elasticità, non può espandersi liberamente e durante l’erezione, che può essere dolorosa, si incurva verso l’alto, verso il basso o lateralmente, a seconda della posizione della placca.
Dapprima, quando la curvatura è appena accennata, non si hanno ripercussioni importanti sull’attività sessuale, ma,  se la curvatura aumenta notevolmente, la penetrazione può divenire impossibile.

Inutile sottolineare i risvolti psicologici negativi di una tale patologia: l’uomo si sente colpito nella sua virilità, a poco a poco perde l’autostima ed è prostrato da profonda inquietudine.




Eppure trattasi di una patologia assolutamente benigna, che in un certo numero di casi può andare incontro nel giro di qualche anno a regressione spontanea. Altre volte la patologia progredisce fino a un certo punto, causando nell’erezione curvature di un certo grado, per poi rimanere stabile e consentire un’attività sessuale accettabile.

Sebbene non si conoscano esattamente le cause della malattia e quindi non sia possibile una terapia causale (sembra comunque da inquadrare nel grande capitolo delle infiammazioni croniche su base autoimmunitaria), alcuni trattamenti, se utilizzati per tempo, hanno dimostrato una certa efficacia. Essi sono:


  • somministrazione orale di Vit.E, tamoxifene, para-aminobenzoato di potassio
  • infiltrazione della placca con verapamil e/o cortisone
  • ultrasuoni
  • laser
  • inoforesi o iontoforesi o sonoforesi con verapamil e/o cortisone
  • radiofrequenza
  • radiofrequenza con veicolazione transdermica di verapamil e/o cortisone
  • intervento chirurgico nei casi più gravi